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Me lo compri papà? Paghetta, risparmio e valore dei soldi!

Me lo compri papà? Paghetta, risparmio e valore dei soldi!

24 maggio 20162160Views
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“Me lo compri papà?” Quante volte ci siamo sentiti chiedere dai nostri figli cose impossibili, costose e decisamente fuori budget familiare. E dire no diventa complicato, soprattutto quando dobbiamo motivare il nostro rifiuto.

La risposta “perché no!” non è consentita!

Fin da piccoli, i ragazzi devono saper comprendere il valore dei soldi, ma come spiegare loro che la paghetta va meritata e che le spese devono essere moderate? Sembrerà assurdo ma l’aiuto viene proprio dalla “paghetta” dei genitori.

Finché si è piccoli mamma e papà provvedono alle spese di abbigliamento, cibo e sostentamento. Poi ci sono i regali di compleanno e di Natale per i beni un pochino più superflui. Eppure la paghetta (settimanale quando si è più piccoli, mensile per gli adolescenti) diventa un valido alleato per responsabilizzare il ragazzo e aiutarlo a gestire le proprie finanze anche se in misura ridotta.

Tuttavia non basta dar loro soldi contanti e disinteressarsi dei loro piccoli investimenti, anzi è compito dei genitori controllare i loro risparmi costantemente. Vi assicuro che ne vedrete delle belle: nella migliore delle ipotesi vorranno comprare un drone per spiare voi o i compagni di classe, oppure delle assurdissime gelatine viscide e colorate nelle edicole, ma meglio non approfondire oltre.

Prima regola fra tutte: il merito!

  1. La paghetta è il giusto riconoscimento per la collaborazione in casa o per un buon profitto scolastico. Tuttavia i genitori non dovranno mai usarla come ricatto o minaccia per un brutto voto a scuola oppure perché la loro camera sembra una devastazione. Lo so, vi ho precluso ogni possibilità di ottenere da loro un po’ di cooperazione ma, se volete responsabilizzare i vostri figli, la paghetta dovrà restare un punto fermo e stabile.
  2. La paghetta va rapportata all’età, all’utilizzo che se ne fa e alla maturità del ragazzino. Logico che se mio figlio spendesse tutti i suoi soldi in dolci, caramelle e bibite gassate fino a scoppiare forse non è il momento giusto per averne diritto. Bisognerà quindi aspettare ancora un po’.
  3. L’insegnamento. Essenziale che la paghetta vada accompagnata a raccomandazioni e indicazioni da parte vostra. Anche l’utilizzo di un quaderno per segnare le “uscite” è un ottimo metodo per monitorare le spese. Quando si accorgeranno di quanto hanno speso in popcorn o bibite sarà loro premura ridimensionarsi e non sarà necessario un vostro intervento.

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Fermo restando che le spese di mantenimento, come ad esempio istruzione, alimentazione, abbigliamento e cure mediche, debbano essere sostenute dai genitori, passo a spiegarvi un metodo per la gestione dei risparmi che mi sembra molto valido sia per i bimbi più piccoli, sia per i ragazzi più grandi.

Prendete tre barattoli.

Sul primo andrà il 55% dell’importo della paghetta. Questi soldi potranno essere utilizzati a piacimento, ad esempio le uscite con gli amici, il cinema, il fast food, ecc. per i più piccoli parliamo di figurine in edicola o un pallone da calcio.

Nel secondo barattolo andrà il 30% e questa cifra è destinata al risparmio. Non dovrà essere spesa ma utilizzata solo a fronte di idee e progetti futuri e crescerà ogni settimana. Un gioco per la consolle, una maglia di un calciatore, un beauty per il makeup, ecc.

Nel terzo barattolo andrà il 15% dell’importo della paghetta e sarà destinato ai regali agli amici o familiari oppure alle donazioni. Così facendo insegneremo loro ad essere generosi oltre che parsimoniosi.

Naturalmente i barattoli possono essere sostituiti con le più pratiche bustine, ma il concetto resta lo stesso.

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Per i ragazzi più grandi sono pratiche e facili da utilizzare le carte prepagate. Impareranno a prelevare con il bancomat e a consultare l’estratto conto. Diventeranno più “grandi” e maturi quando si accorgeranno che il pin sarà per loro oggetto di cura e responsabilità. In caso di smarrimento non perderanno i soldi ma basterà bloccare la carta con una semplice telefonata. In questo modo anche i genitori potranno monitorare le loro spese “da lontano”.

Vostro figlio non dovrà più chiedere “Me lo compri papà?” …ma voi siete pronti per il primo passo verso l’autonomia del vostro bimbo?